Traduzione cataloghi: perché affidarsi a professionisti

Chi vende prodotti, che sia una vendita tradizionale o un e-commerce, ha un catalogo che l'utente finale può consultare per scegliere il prodotto o il servizio più adatto alle sue esigenze.

Quando l'esportazione comincia a varcare i confini del proprio Paese però, ecco che la traduzione del catalogo diventa non solo necessaria, ma addirittura fondamentale per il proprio business.

A chi affidarsi in questi casi? Quali sono le caratteristiche che la traduzione cataloghi deve avere, e che significa localizzazione?

Vediamo come comportarsi quando si ha la necessità di una traduzione specializzata.

Indice dei contenuti

  1. Traduzione cataloghi: perché affidarsi a professionisti
  2. Cosa vuol dire localizzare
  3. Attenzione agli errori: ecco cosa non si deve fare

 

Traduzione cataloghi: perché affidarsi a professionisti

La traduzione di un catalogo, che comprenda prodotti alimentari o meno, potrebbe sembrare qualcosa di estremamente semplice. Si potrebbe addirittura credere che basti tradurre con uno strumento automatico la lista di determinate categorie per avere in poco tempo un catalogo in lingua pronto da mettere su un sito.

Niente di più sbagliato, e soprattutto di più deleterio per la propria attività.

In questa come in tutte le attività la professionalità conta, e su Melascrivi si può avere un esempio chiaro di ciò di cui stiamo parlando.

Del resto, quando si acquista qualcosa la prima cosa che si fa è visionarne la descrizione, informarsi sul contenuto, sulle proprietà o sulle caratteristiche.

E che difficoltà si prova quando si legge un manuale di istruzioni in un'altra lingua!

Può sembrare scontato, ma la fidelizzazione del cliente passa anche da un semplice catalogo, scritto nel proprio idioma e tradotto anche nel rispetto della propria cultura.

Un semplice esempio potrà rendere tutto più chiaro.

Tradurre un libretto di istruzioni per un prodotto senza considerare la normativa che vige in quel Paese significa rendere inutile quelle istruzioni.

Allo stesso modo, parlare di prodotti che in un'altra cultura hanno un significato religioso ben preciso (come la carne di mucca o la carne di maiale) senza tenerne conto, significa arrecare un danno alla propria attività, anche fosse semplicemente un blog o un sito che parli di enogastronomia.

 

Cosa vuol dire localizzare

Ciò di cui stiamo parlando si può tradurre con il termine 'localizzazione'.

Localizzare significa tradurre, che si tratti di un catalogo o di contenuti di marketing, in modo che l'utente target riconosca in quel contenuto la propria lingua, la propria cultura e i propri modi di dire.

Cerchiamo di capire bene però cosa sia la localizzazione, che non si traduce solo con la trasposizione in una determinata lingua target.

I principali servizi professionali offrono decine di localizzazioni, che coincidono con settori specializzati.

Facciamo un esempio: localizzare il catalogo di un sito di moda in Cina, vuol dire non solo conoscere perfettamente il cinese, ma anche la moda cinese, i gusti del momento in Cina, i trend e le differenze tra uomini e donne in fatto di marchi. Vuol dire rivolgersi a fasce di età differenti e utilizzare espressioni idiomatiche tipiche di quell'età.

Ancora: localizzare un catalogo di prodotti vinicoli in Francia vuol dire non solo conoscere il francese, ma sapere anche che in Francia il vino è una vera istituzione.

Se poi il catalogo sarà veicolato da un sito, il traduttore dovrà conoscere anche le strategie SEO più efficaci per ottimizzare il contenuto tradotto.

Insomma, non è certo un lavoro da traduttore automatico o da traduttore umano non specializzato nella localizzazione.

 

Attenzione agli errori: ecco cosa non si deve fare

Continuando con il focus sull'importanza della traduzione di cataloghi e localizzazione, proviamo ad eseguire un piccolo test esemplificativo.

Si può prendere il catalogo che si vorrebbe far tradurre ed inserire il testo in un traduttore automatico.

Il risultato che si otterrà sarà senza dubbio disastroso.

Probabilmente le frasi saranno in linea di massima corrette, ma piene di errori di lessico e di costruzione del paragrafo.

Spesso ci saranno sgrammaticature e, benché il senso finale del catalogo potrà essere anche intuito, nessuno vorrebbe un prodotto del genere.

La localizzazione poi va anche oltre, perché prevede che il traduttore conosca anche le diverse versioni di una lingua.

Quando si cerca una traduzione infatti, si deve scegliere ad esempio tra inglese (UK) e inglese (USA). Allo stesso modo lo spagnolo che si usa in Spagna non è esattamente lo stesso che si parla in Messico.

Localizzare in fondo può essere tradotto come il 'portare' nel Paese target i propri prodotti, in modo che sembrino creati lì e non solo esportati.

Qui veniamo allora agli errori da non fare, e ai quali fare attenzione quando si commissiona la traduzione di cataloghi.

Il primo lo abbiamo appena visto, ed è il non considerare i sottodialetti o le versioni differenti delle lingue a seconda del Paese in cui vengono usate.

Un altro errore da evitare è quello dei contenuti duplicati, che in pochi conoscono. Spesso, per comodità, si tende ad utilizzare lo stesso formato di contenuto per creare schede prodotto, ma quando il catalogo deve essere messo online, i motori di ricerca interpretano queste schede come ripetizioni (appunto duplicati) dello stesso contenuto, e tendono a penalizzarlo.

Come si intuisce quindi, tradurre un catalogo non è un lavoro semplice, ma significa preparare un vero e proprio biglietto da visita pensato per l'utente che lo leggerà, che crei fiducia, fidelizzazione, e che faccia la differenza tra il successo e l'anonimato.

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