Dolce o salata? Scopriamo insieme la cheesecake tra storia e curiosità

Quella della cheesecake è una ricetta estremamente versatile, che si presta ad ogni tipo di preparazione, sia dolce che salata.

Può essere un ottimo spuntino a merenda, un degno fine pasto o uno sfizioso aperitivo, alternativo ai classici stuzzichini. Tutto dipende dal tipo di cheesecake che si sceglie di preparare, dall’occasione e dal gusto personale.

Molti associano questa preparazione alla tradizione anglosassone, soprattutto inglese e statunitense. La più nota, infatti, è la cheesecake newyorkese, quella che tutti noi conosciamo, con base biscotto, crema al formaggio e i più disparati topping.

Eppure, a leggere meglio le carte, pare che la sua origine arrivi da molto più lontano, persino dall’antica Grecia. Leggendo alcune testimonianze lasciate dal poeta Callimaco, era usanza di questa civiltà realizzare un dolce fatto con formaggio di pecora e miele. L’occasione per servirla, i giochi olimpici. Era considerata una preparazione estremamente energetica per gli atleti, che dovevano, in questo modo, darsi la carica.

Successivamente, in seguito alle diverse invasioni, anche i Romani l’hanno fatta propria, rivisitandola con uova e altri tipi di formaggio. Grazie a loro si è espansa in tutta Europa e, molto dopo, anche nel nuovo continente, dal quale ci è giunta la versione ufficiale e più nota.

Questa sarebbe derivata da un “errore di laboratorio”, quando nel 1982 un produttore caseario, tentò di riprodurre il celebre formaggio francese Neufchatel. L’esperimento non andò in porto, ma nel tentativo fu scoperta la ricetta della crema al formaggio, base della moderna cheesecake.

Insomma, la cheesecake, a conoscerla meglio, può rivelare molte sorprese.

Le alternative alla cheesecake dolce

La cheesecake è un dolce” rappresenta una convinzione errata, almeno quanto le sue origini.

La versione più conosciuta, senza dubbio, è dolce, ma già da diversi decenni sono nate e si sono affermate numerose alternative gastronomiche, salate e non meno gustose. In Italia, probabilmente, molti già sanno come preparare la cheesecake salata alla mortadella, ad esempio, sfruttando gli ingredienti tipici regionali.

Molti altri, semplicemente, sostituiscono la panna con la ricotta, la base biscotto con una base grissini e la ricoprono con fette di salmone affumicato, prosciutto, pomodori secchi e una miriade di altri topping.

Il primo a sperimentarla è stato un noto chef italiano, Alessandro Borghese, nel lontano 1997, proprio a San Francisco, quando era all’inizio della sua carriera. La sua ricetta prevedeva pane nero ai cereali frullato, come base, e per la farcitura formaggio fresco, crema di piselli, cipolle rosse e aceto balsamico. Più che una versione gastronomica ci sentiamo quasi di definirla gourmet.

Spulciando un po’ sul web o sfogliando le pagine di molti libri dedicati, in realtà, si possono scoprire moltissime altre ricette di cheesecake salata, ottima per un inizio pasto o in accompagnamento a un aperitivo tra amici.

Cheesecake dolce nel mondo

La cheesecake dolce rimane comunque la prima ad aver calcato le tavole di tutto il mondo. Ognuna con una interpretazione diversa dall’originale.

Cotta o cruda, con o senza uova, con panna o senza, per renderla più leggera, con aggiunta di ingredienti locali, per avvicinarla al gusto delle diverse popolazioni.

Quella tradizionale newyorkese viene preparata con biscotti sbriciolati e mantecati con burro, per base, farcita con un composto di crema al formaggio, panna, uova e zucchero, ricoperta con marmellata o frutta fresca e cotta in forno. Resta comunque un dolce fresco, proprio perché non si serve caldo, neanche se cotto.

Basta, però, fare un salto in Irlanda, per provare una versione più originale, con l’aggiunta del Baileys.

In molte altre circostanze, viene sostituita la panna tradizionale con quella acida, per renderla più fresca o viene aggiunta la vaniglia, per renderla più aromatica.

In Asia, ancora, usano preparare la cheesecake con polvere di té matcha, latte e mango, conferendole più dolcezza rispetto alla tradizionale.

In America Latina, si prepara con la marmellata, in Somalia invece la base e la crema al formaggio vengono mescolate e si perde, in parte, la croccantezza della base.

Gli islandesi, impiegano lo skyr, un formaggio tipico a base di latte acido, i finlandesi, invece, non fanno mai a meno dei frutti rossi, mentre per gli svedesi, infine, la cheesecake è rigorosamente cotta, come quella newyorkese.

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