Street food italiano: da nord a sud con tappa a Napoli

L’Italia è il paese dello street food e, di certo, è una delle cose che ci riesce meglio e per la quale non temiamo rivali.

Ogni regione ha la sua carrellata di cibi da street food, ma la città che più di tutte detiene il primato in materia è Napoli.

Il capoluogo campano, infatti, è meta di turismo da street food per eccellenza in Italia.

Se vi trovate in giro per le sue strade, potete star certi che la fame non sarà un vostro problema: le occasioni per mangiare non mancano di certo.

Anche se avete poco tempo a disposizione, non avete da temere perché Napoli non lascia digiuno nessuno.

Potrete pranzare o cenare in poco tempo e ad un costo basso, ma con la soddisfazione di riempire la pancia assaporando alcune tra le pietanze tipiche più buone della cucina napoletana.

La scelta è davvero vasta e ciò vi permetterà di spaziare dal dolce al salato, a seconda della vostra fame.

Street food: cos’è

Lo street food non è altro che il cibo di strada, quello che si consuma in strada, appunto.

Si tratta di cibi e bevande preparate e vendute per il consumo immediato, quindi sul posto, o per l’asporto, magari in pratici contenitori take away per alimenti.

Negli ultimi anni, il trend del cibo da strada sta spopolando, ma le sue origini sono molto più antiche e risalgono a più di 3000 anni fa.

Il primo cibo da strada nasce ad Atene, dove i venditori ambulanti vendevano minestra di fave e zuppa calda di ceci ai passanti affamati; nell’Antica Roma, invece, erano le tabernae i primi luoghi della penisola italica in cui gustare cibo direttamente sul bancone.

Ciò che nei secoli è cambiato, non sono le modalità di consumo, ma la connotazione che ha assunto questa modalità di gustare il cibo.

In passato, infatti, si trattava di cibo dei poveri, mentre oggi è una caratteristica specifica della tradizione e della cultura culinaria che identifica un determinato territorio, è un tratto distintivo della realtà urbana che ci circonda.

In tutta la penisola italiana, da nord a sud, ci sono esempi di cibo di strada: dall’arancino o arancina siciliani al lampredotto toscano, dal palermitano panino con la meusa, ossia la milza, alla pizza fritta napoletana, così come la piadina della Romagna e la farinata genovese.

Street food napoletano

Città di arte, storia e cultura, Napoli attira e seduce i propri turisti anche con il cibo.

I profumi e i sapori della cucina locale, infatti, invadono le strade in ogni suo quartiere.

Tra una visita al Cristo velato e una passeggiata a Spaccanapoli, non può mancare la famosa pizza a portafoglio: la classica margherita, ma ripiegata su sé stessa per assaporarla in piedi o seduti su una panchina.

Ma lo street food partenopeo non è solo la pizza: potete gustare anche panzarotti o crocché, frittatine o la mozzarella in carrozza, ossia due pezzi di pane raffermo con in mezzo la mozzarella di bufala, il tutto fritto e mangiato caldo.

A farla da padrone, però, è il cuoppo fritto, che si può gustare in versione mare o in versione terra, a seconda che contenga pesce, gamberi e calamari fritti o panzarotti, zeppole, sciurilli, ossia i fiori di zucca ripieni e fritti, frittatine, arancini e scagliuozz, ossia i triangolini di polenta fritti.

Anche per gli amanti del dolce c’è una vasta scelta: sfogliate ricce o frolle, babbà di ogni dimensione, con o senza panna, crema e cioccolato, dolci della piccola pasticceria, come i cannoli, le cassatine o le zuppette, ma anche le zeppole dolci con crema pasticciera.

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