Nocciole, nasce il ‘cru’ Langhe per la Tonda Gentile

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Con il via libera definitivo del Ministero delle Politiche Agricole, si è giunti finalmente ad una importante modifica del disciplinare relativo alla Nocciola Piemonte Igp. Questa variazione consentirà infatti di utilizzare la menzione geografiche “Nocciola delle Langhe” che potrà essere inserita in tutte le confezioni di prodotti che conterranno nocciole provenienti da una specifica area geografica. Quest’ultima è ricompresa all’interno di una porzione di territorio compresa tra le province di Asti e Cuneo che racchiude circa 100 comuni, precisamente 82 nel cuneese e 20 nell’astigiano.
Entrando nello specifico della modifica introdotta e che è stata proposta dal Consorzio Nocciola Piemonte Igp, questa riguarda l’articolo 8 relativo all’etichettatura. La modifica è diventata operativa dopo che è trascorso il termine di 30 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, avvenuta lo scorso 20 febbraio, ma per poter essere definitiva è necessario attendere ora il via libera definitivo da parte della Commissione Europea di Bruxelles.
Enorme soddisfazione per la possibilità di utilizzare la menzione territoriale è stata espressa dall’eurodeputato Cirio il quale, nella veste di presidente del Comitato promotore che racchiude oltre ai produttori anche le istituzioni territoriali, ha dichiarato che questo riconoscimento rappresenta una sorta di cru al pari di quella che per lo stesso territorio è stata riconosciuto per il vino delle Langhe. L’importanza della denominazione di Nocciola delle Langhe assume particolare rilevanza perché permette a questa porzione di territorio di essere valorizzata e di diventare sinonimo di qualità non solo in Italia ma anche nel mondo. Di conseguenza sarà possibile distinguere le nocciole piemontesi dalla stragrande maggioranza di quelle prodotte a livello mondiale e di poterne mantenere un prezzo adeguato.
Alle dichiarazioni dell’europarlamentare, si sono poi aggiunte quelle della vicepresidente del Consorzio che ha dichiarato come la possibilità di utilizzare il termine “Langhe” permetta non solo di difendere un prodotto ma un intero territorio, il cui nome poteva essere utilizzato in maniera impropria e inappropriata. Lo step successivo, non appena sarà arrivato il riconoscimento anche dalla Commissione Europea, sarà quello di iniziare un percorso di confronto con istituzioni e altre realtà territoriali per valorizzare ulteriormente il prodotto.
In ogni caso, il riconoscimento è davvero molto importante per questa zona del Piemonte. Basti pensare infatti che su circa 6000 ettari di terreni coltivati a Nocciole Piemonte Igp, 4500 si trovano nelle Langhe, pari a circa il 75% della superficie complessiva. In questo calcolo, non rientrano gli attual produttori che non rientrano ancora nel consorzio ma che potrebbero rientrare nel breve periodo, facendo arrivare la superficie a 5000 ettari. Un risultato enorme che permetterebbe di accrescere ulteriormente l’importanza delle nocciole delle Langhe.

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