Il fritto misto: dalla Sicilia al Piemonte ogni regione ha il suo

friti misti regionali

Il fritto misto è uno dei piatti tipici della tradizione culinaria italiana, ma ogni regione si è poi via via specializzata nella creazione di ricette particolari e legate ad ogni singolo territorio. Troppo spesso, infatti, parlando di fritto misto si pensa solo ed esclusivamente che sia realizzato utilizzando come alimento base il pesce, ma non è assolutamente così. Anzi le possibili varietà sono davvero interminabili. Come per tutti i fritti fondamentale è la scelta dell’olio giusto e della temperatura di frittura, oltre, naturalmente, alla panatura che deve dare croccantezza e tenuta al prodotto finale.

Il fritto misto alla piemontese è un piatto intramontabile che viene preparato utilizzando come ingredienti principalmente le interiora del bovino. Si tratta, quindi, di un piatto molto particolare, magari non apprezzato da tutti proprio perché i tagli utilizzati per la sua preparazione sono il polmone, le cervella, le animelle, i filoni, la salsiccia e il fegato. E’ un piatto che deriva dalla tradizione paesana perché veniva considerato come un riciclo che permetteva di utilizzare ogni singola parte degli animali che venivano macellati nelle abitazioni dalle famiglie contadine. La vera ricetta della tradizione, poi, presuppone l’utilizzo del semolino per la panatura e non della farina per ottenere un prodotto più croccante. Perfetto è il suo abbinamento, poi, con della polenta che può anche essere preparata in anticipo e poi fritta.

Spostandosi nel centro Italia, poi, c’è il fritto misto alla romana che fa parte dei tipici menù cucinati durante il periodo delle feste natalizie. Anche qui gli ingredienti sono davvero molti, basta avere un pò di fantasia. Tutto parte dalla preparazione della pastella che deve essere realizzata con acqua frizzante rigorosamente fredda, uova, sale e farina (meglio se di riso perché non contiene il glutine). I diversi alimenti vengono poi passati nella pastella e immediatamente fritti. Di solito l’alimento principe è il baccalà tagliato a bocconcini, che viene accompagnato da qualsivoglia verdura (patate, carciofi, broccoli, cavolfiori, zucchine, fiori di zucca…). La vera cucina romana, poi, prevede che vengano fritte anche delle fettine di mela con lo scopo di “lavare la bocca”. Non si possono, però, dimenticare anche i supplì realizzati con riso condito con del ragù di manzo con al cuore dei bocconcini di mozzarella che, con il calore della frittura, tenderanno a sciogliersi e a diventare filanti.

Da non dimenticare, poi, è il fritto misto alla napoletana, non molto semplice, però, da realizzare. Si tratta in questo caso di molti diversi tipi di piatti, tutti rigorosamente preparati a mano, fritti in abbondante olio. Ci sono i fiori di zucchina ripieni, le zeppoline, i panzerotti, le pizzette ripiene di ricotta, gli arancini di riso, le crocchette di patate, la mozzarella in carrozza e le zucchine e le melanzane pastellate e poi fritte.

Spostandosi verso le zone di mare, la fanno da padrone le fritture di pesce, forse quelle più classiche, a base di gamberetti, totani, seppioline, scottadito…. Il tutto accompagnato dalle classiche patatine e delle fettine di limone.

Per ottenere un ottimo risultato finale è bene ricordarsi di aggiungere il sale sempre alla fine della frittura.

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