Il Melgrano ed il suo utilizzo in cucina

melograno

 

Che cos’è il melograno

Il melograno è un albero originario dell’Asia sudoccidentale, presente anche nelle zone costiere del Mediterraneo, che ha l’aspetto di un arbusto di medie dimensioni (può raggiungere fino ai 6 metri di altezza), con struttura cespugliosa e grandi foglie caduche.
Caratterizzato da una fioritura di colore rosso vivo, che si verifica nel mese di maggio, questo vegetale produce un frutto che appartiene al genere delle bacche, di forma rotondeggiante, con una consistenza molto robusta racchiusa da una buccia coriacea.
I semi, sempre di colore rosso, sono circondati dalla polpa, di aspetto traslucido e con un sapore piuttosto acidulo, anche se molto profumata.
Il suo nome deriva dal termine latino “malum” che significa “mela” e “granatum” che significa “con semi”.

Quali sono gli usi culinari del melograno

Dopo aver aperto il frutto e isolati i semi, staccandoli dalle membrane a cui sono attaccati, questi possono essere consumati freschi o essiccati.
Poiché al loro interno contengono una parte legnosa, si preferisce solitamente utilizzare il succo ottenuto dalla loro spremitura allo scopo di acidificare alcuni condimenti ed in particolare salse ed intingoli.
Il sapore del succo è particolarmente variabile a seconda del tipo di pianta, infatti in alcuni casi offre un’estrema dolcezza, in altri una maggiore acidità. Può essere consumato semplice o diluito come bevanda rinfrescante, oppure miscelato ad altri componenti come succo di lampone, di ribes o di agrumi; in alcuni casi viene aggiunto nella preparazione di pietanze tradizionali oppure per condire primi piatti come riso o carni (cacciagione). Il succo di melograno contiene un’elevata percentuale di vitamina C, di potassio, di polifenoli e vitamine del gruppo B, per questo motivo esplica un’azione benefica sui processi metabolici dell’organismo tra cui agisce come fattore antiossidante nei confronti di radicali liberi.
La scorza del frutto è dotata di proprietà aromatiche che vengono impiegate nella preparazione di aperitivi e vermouth.
Il frutto può essere utilizzato come uno degli ingredienti principali nella preparazione del grano cotto.
Trattandosi di un frutto ipocalorico, può essere consumato liberamente in qualsiasi regime dietetico, in quanto il suo contenuto medio di carboidrati è del 13,5% mentre quello proteico e lipidico è ancora più basso.
L’abbondante concentrazione di minerali come ferro, potassio manganese, zinco, sodio, magnesio, fosforo e calcio, assicura svariate proprietà benefiche sul metabolismo del ricambio, mentre la presenza di vitamine A, E e K, facilita lo svolgimento di numerose funzioni organiche.

Si tratta di un frutto autunnale dal gusto particolarmente gradevole se mangiato fresco; può essere aggiunto in preparazioni sia dolci che salate, in quest’ultimo caso è ottimo unito ad insalate di cereali come cous cous e farro, oppure cavolo rosso affettato.
Se impiegato in preparazioni dolci ne è consigliato l’impiego insieme a frutta secca, in particolare uvetta e bacche di goji.
Si può usare anche per arricchire il sapore di risotti, o primi piatti di pasta, condita con panna o besciamella.
Ne è sconsigliato l’uso per pietanze di pesce, mentre risulta particolarmente gustoso se unito a secondi piatti di carne come roast-beef, scaloppine o petto di pollo al limone.
Si può anche aggiungere a yogurt bianco per arricchirne il sapore, così come alla macedonia di frutta oppure sul gelato alla vaniglia.

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