Pesci poveri: ricchezza del nostro paese

Pesci poveri: ricchezza del nostro paese

I pesci poveri e gli scarti della pesca non si gettano più, ma diventano una ricchezza per le nostre tavole e per l’ambiente.

EcoPesce

Un progetto di economia marina a KM 0

A Cesenatico è stato fondato un progetto di economia del mare a chilometro zero, che consiste nel valorizzare i pesci poveri e considerati merce di scarto perchè non di moda.

Fanno parte di quest’opera di riciclo anche le parti dei pesci più richiesti che solitamente vengono gettate nella spazzatura.

L’autore di questa brillante idea è Roberto Casali, imprenditore e titolare dell’azienda Economia del Mare, fondata a Cesenatico cinque anni fa.

La sua missione è quella di dare sostenibilità alla pesca, in quanto consapevole che le risorse del mare non sono infinite. A tutto questo si aggiungono le modalità di pesca non sempre a basso impatto ambientale, basti pensare alle turbo draghe per la caccia alle vongole, degli strumenti decisamente aggressivi per il mare.

Per dare un valido contributo alla salvaguardia del mare, è dunque bene utilizzare tutte le parti del pesce, con le quali si possono preparare delle portate a dir poco deliziose.

In Italia vi sono oltre 700 specie ittiche, ma ne vengono richieste solamente 25; questo non solo rappresenta un forte danno per l’ambiente, ma auto preclude numerose possibilità di assaggiare piatti nuovi.

Prodotti Ecopesce

Qualche esempio di portate a base di scarti di pesce

I risultati dell’Ecopesce sono stati più che soddisfacenti, poiché grazie alle parti del pesce solitamente eliminate sono state realizzate numerose portate, per esempio:

  • Ravioli con polpa di scarto;
  • Polpettine di pesce con sugo di scarti e briciole di pasta avanzata dai ravioli;
  • Piadina con filetto di cefalo.

Quest’idea imprenditoriale dà lavoro a sette persone e propone anche dei sughi pronti che verranno presto commercializzati mediante dei gruppi di acquisto (GAS).

Inoltre è a chilometro zero, visto che vengono utilizzati i pesci selvatici provenienti dall’Adriatico, quindi zero allevamenti e zero sostanze chimiche.

Il pesce selvatico è assolutamente ricco di preziose sostanze nutritive e di sapore, la sua povertà è invece una ricchezza per la tavola di tutti i giorni.

Vantaggi dell’Ecopesce

Perchè scegliere il pesce sostenibile

Scegliere di consumare il pesce sostenibile e non sempre di moda porta diversi vantaggi, tra cui:

  • Notevole risparmio economico e possibilità di mangiarlo più volte alla settimana;
  • Grande e concreto aiuto all’ambiente;
  • Minor spreco di cibo;
  • Cibi genuini;
  • Maggiore responsabilizzazione sul valore del mare;
  • Si contrasta lo sfruttamento del mare;
  • Sostegno ai pescatori locali.
  • Certezza di acquistare prodotti di prima qualità e sempre freschi.

Nascita dell’Ecopesce

Com’è nata l’idea della pesca a chilometro zero

L’idea dell’ecopesce è nata dalla consapevolezza che molti amici pescatori di Roberto Casali erano costretti a gettare nelle acque del porto una buona percentuale del loro pescato, poiché i grossisti non la desideravano acquistare.

Spesso e volentieri si tratta di pescato in eccesso, in quanto durante alcuni periodi dell’anno si pescano una quantità maggiore di pesci; per l’imprenditore era dunque un grande peccato sprecare tutto quel cibo e quelle ora di lavoro.

I pescatori, prima della nascita dell’ecopesce, erano soliti conservare le eccedenze all’interno di contenitori di polistirolo che valgono più del contenuto stesso.

Ittiturismo

La diffusione dell’ittiturismo

L’ittiturismo è una nuova tendenza di turismo, che prevede di trascorrere un’intera giornata insieme ai pescatori, durante la quale è possibile assistere al loro lavoro (e a rispettare il mare) e alla preparazione del pesce a bordo della loro barca o nella cucina delle loro case/ristoranti, visto che anche molti locali situati in città di mare e lacustri hanno lanciato questa iniziativa.

Questa tipologia di turismo aiuta a comprendere il valore della pesca artigianale, la quale è frutto di molta fatica e sacrifici, ma anche di tantissime soddisfazioni, specialmente quando ciò che viene pescato viene apprezzato dai clienti che lo acquistano.

Sempre più pescatori stanno promuovendo l’ittiturismo, sia per arrotondare i loro guadagni, sia per coinvolgere attivamente il pubblico nel loro stile di vita.

Altri due principi dell’ittiturismo sono la collaborazione e la convivialità: sulla barca, al fine di ottenere dei buoni risultati, è necessario aiutarsi l’un l’altro per poi riunirsi tutti insieme davanti ad un tavolo per gustarsi i frutti del proprio lavoro.

Specie di Pesce Povero

Quali Sono le Specie di Pesce Povero?

Nei mari italiani esistono circa 300 specie di pesci commestibili più numerose altre varietà di molluschi, la cui scelta può davvero aiutare la salvaguardia ambientale.

Alcuni esempi di pesce povero (di cui spesso non si sa nemmeno della loro esistenza) sono:  busbana, melù, sugarello, zerro, aguglia, alletterato, boga, costardella, tombarello, pesce sciabola, pesce castagna, pesce serra, zanchetta, lanzardo, moscardino, alaccia e così via.

In più, se si desidera portare in tavola qualcosa di davvero gustoso, è vivamente consigliato acquistare il pesce di stagione: non tutti infatti sanno che anche questo alimento ha una propria stagionalità, durante la quale dà il meglio di sé.

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