Il Gambero Rosso premia il ristorante AlMare.

È appena tornato da Roma con un sorriso grande così il giovane Antonio Scarantino, 29 anni, nonna siciliana, un pezzo di vita in Germania, cuore fanese. Il motivo?

Portava con sé l’ultimo dei che stanno piovendo sul suo Ristorante AlMare (v.le Ruggero Ruggeri, Fano) che, in soli 10 mesi dall’inaugurazione dello scorso dicembre, è riuscito a conquistare tra gli altri, 76 punti, l’ambita forchetta del e il premio per il “Miglior rapporto qualità prezzo” della più prestigiosa d’Italia.
“Ho sete di imparare, migliorare e apprendere nuove tecniche, , accostamenti” dice Scarantino, 29 anni vissuti nelle cucine di mezza Europa, a scuola dei più grandi chef della emiliana, tra cui Massimo Bottura, Franco Clerici ed Emilio Barbieri. Lo chef sui social ha raccontato il suo entusiasmo: “Sfogliate pagina 503 della Guida. Ci trovate lì, emozionati e onorati e con tanta voglia di crescere! Un grazie a tutti coloro che hanno creduto in noi, agli ospiti del nostro ristorante e alla splendida squadra di #AlMare”.
Nella recensione della Guida 2018, il Gambero Rosso sottolinea come Scarantino abbia “fatto strada e affinato la mano […] proponendo una cucina di pesce dove talento, tecnica e idee centrate, tra Adriatico e suggestioni orientali, hanno da dire la loro” per poi passare a raccontare alcune delle proposte del locale, come “il gran piatto di crudi, poi tonno marinato con verdure agrodolci, timballino di sarde alla beccafico. Tra i primi buoni e confortevoli gli spaghetti alle vongole con cozze croccanti (le cozze sono panate, golosissime); leggero il fritto di paranza, gustosa l’ombrina affumicata a freddo con legno di gelsomino, finocchio e zucchine. Validi i dessert e su tutto una carta dei vini che si concentra sulla regione, con qualche fuga in Francia” e senza tralasciare di ricordare l’intero team del ristorante premiato per la cucina, l’accoglienza e il servizio “professionale e capace di coccolare il cliente”.
Il riconoscimento assegnato nei giorni scorsi segue quello arrivato, in precedenza, con la scheda pubblicata ne “I Ristoranti d’Italia 2018” de “Le Guide de L’Espresso” in cui AlMare viene segnalato come ristorante con cucina “tutto pesce” in cui si possono spendere meno di 30 euro bevande escluse per 2 portate. “‘La Paglia’ si trasferisce ‘Al Mare’” si legge nel testo che ricorda come staff e chef si siano spostati da Marotta a Fano in “un bel locale quasi sulla spiaggia. Del rinnovamento si giova anche la cucina che ora appare più spigliata e propone piatti dai gusti e dalle fatture più complesse, come i totanelli ripieni di topinambur e lo stoccafisso ‘scomposto’ all’anconetana”.
Della scorsa settimana anche il riconoscimento “Buona Cucina” assegnato dalla Guida Tci Alberghi e Ristoranti d’Italia 2018 (Touring Club Italiano) il volume di riferimento per la cucina e l’ospitalità del Belpaese che cita il locale fanese in cui “ogni dettaglio è al posto giusto”; prevista inoltre per fine novembre la pubblicazione della guida “I Gatti Massobrio” in cui AlMare sarà presente con una scheda dedicata e con la valutazione “del faccino contento con due ++, sulla soglia del radioso”.